"I Paesaggi D'Arte Del Montefeltro" PDF Stampa E-mail
Scritto da Sabino V. (da frammenti di inserti in Internet)   
Lunedì 09 Marzo 2015 20:38

Martedì 3 Marzo, presso l'Hotel Holiday Inn in Rimini si è tenuto un incontro culturale, con tematica Scientifico-Universitario, avente ad oggetto il Dipinto per eccellenza del Leonardo amato in tutto il mondo: "La Gioconda". Perchè allora i "I Paesaggi d'Arte del Montefeltro? Perchè la scoperta fatta dalle due ricercatrici, Rosetta Borchia e Olivia Nesci, relatrici della serata, è veramente sensazionale: il paesaggio che si intravede alle spalle di Monnalisa, ritratto da Leonardo da Vinci, è  il territorio dell’antico Ducato di Urbino, "Il Montefeltro”.

Le due “cacciatrici di paesaggi” Rosetta Borchia, pittrice-fotografa di paesaggi e Olivia Nesci, geomorfologa dell’Università di Urbino, da tempo indagano sui luoghi che ispirarono alcuni pittori rinascimentali riconoscibili nel territorio del Montefeltro. Mentre gran parte degli storici dell’arte riteneva che si trattasse di vedute immaginarie, o di paesaggi Toscani, le loro ricerche dedicate prima a Piero della Francesca e poi a Leonardo da Vinci, dimostrano di poter collocare geograficamente i paesaggi dipinti dai maestri nel territorio del Montefeltro.

Attraverso un procedimento scientifico, le studiose hanno mostrato come Leonardo abbia utilizzato il metodo della compressione, sopra un’estesa veduta aerea del Montefeltro, per poterla contenere tutta in una tela ridotta.
Grazie alle moderne tecnologie, tale metodo d’indagine, impiegato per la prima volta per l’analisi dei “luoghi d’arte”, rappresenta un settore innovativo nelle ricerche di Geomorfologia Culturale e Archeologia del paesaggio e pone le basi scientifiche per indagini future non solo limitate ai territori del Montefeltro.

Da quel quadro è poi scaturita una storia d'altri tempi che sembra quasi una fiaba, ma è invece pura realtà: un codice manoscritto del diciottesimo secolo raccoglie  le testimonianze degli uomini illustri del territorio e, nella copia dell’istrumento di Santa Maria di Pian del Mercato (il registro che annoverava tutti i bambini esposti di Urbino), spunta il nome di Pasqualino, “uno mamolo” abbandonato la sera del sabato Santo  del 1511,

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che  poi fu riconosciuto come figlio legittimo di Giuliano de’ Medici e donna Pacifica Brandani (morta durante il parto). Pasqualino piangeva perché voleva sua madre e Leonardo da Vinci, la dipinse per lui. Quel ritratto, nato dalle insistenze di un bambino, divenne il quadro più famoso del mondo. Pasqualino si trasferì alla corte romana e medicea di papa Leone X e, secondo le teorie di Zapperi,  fu proprio Giuliano de’ Medici a chiedere a Leonardo di dipingere il volto della madre “ideale” di Pasqualino, che  desiderava solo sapere dove fosse la sua mamma. Giuliano dè Medici morì prima che il  ritratto fosse terminato e, secondo le ricostruzioni di Zapperi, riunite nel volume edito nel 2012 “Monna Lisa addio“, Leonardo da Vinci avrebbe portato con sé il dipinto della Monna Lisa in Francia nel castello di Clos-Lucè, dove Antonio De Beatis lo vide, 10 ottobre 1517,  descrivendolo nel suo diario come realizzato per il “magnifico Iuliano de’ Medici”, morto da un anno. Il rapporto tra Giuliano, il quadro e Leonardo, dimostra che la Gioconda era di Urbino avvalorando le affermazioni delle due ricercatrici sui paesaggi del Montefeltro alle spalle di Monna Lisa; le loro scoperte sono state raccolte nel volume  dal titolo Codice P, atlante illustrato del reale paesaggio della Gioconda, pubblicato lo scorso novembre.

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La serata è stata propedeutica ed estremamente interessante e alla fine, la platea, era divisa fra coloro che incuriositi vorranno certo approfondire la tematica e altri già convinti delle tesi prospettate ancora incantati per la fantastica scoperta.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 11 Marzo 2015 23:46
 
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